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I risultati della vendemmia 2020-2021

Marzo 9, 2021

La produzione di vino del 2020 stimata, secondo i dati OIV, si aggira intorno ai 253,9- 262,2 Mio hl, ossia un +1% rispetto al 2019. Dopo l’eccessiva produzione del 2018, si osserva un volume di produzione ancora sotto la media.

Nell’Unione Europea le condizioni climatiche hanno favorito la crescita del raccolto del 2020 ma le misure adottate a livello governativo hanno ridotto il volume di raccolta, cercando di ridurre le conseguenze negative del mercato dovute alla pandemia. La stima di produzione di vino è di circa 159 Mio hl (comunque superiore al 2019).

I tre produttori maggiori di vino (Italia, Francia e Spagna) registrano dati diversi di produzione: in Italia si registra un leggero calo dell’1% rispetto al 2019, in Francia un leggero aumento del 4% e in Spagna un notevole incremento dell’11%.

Per quanto riguarda Germania, Ungheria e Austria si registra una crescita; il Portogallo rimane stabile; in Romania e Grecia si ha un calo produttivo.

Per cui si può osservare, come all’interno dell’Unione Europea si registra un generale incremento della produzione di vino tranne qualche caso dove vengono registrati dei leggeri cali che variano dall’1% al 7%.

Situazione differente per i paesi extra-UE dove si registra un calo generico; per i dati degli Stati Uniti, bisognerà attendere ancora fino a quando si avranno maggiori informazioni dei danni che possono aver causato gli incendi nelle regioni di Napa e Sonoma, anche se le prime stime prospettano un aumento di produzione di un 1% rispetto al 2019.

Situazione diversa nell’emisfero australe, dove si registra un netto calo della produzione di vino rispetto al 2019.

Nel Sud America a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli, sono due i paesi che risentono maggiormente del calo di produzione; Argentina e Cile, che registrano dei cali rispettivi del 17 e del 13%.

In Brasile la differenza è meno evidente dove la produzione è in linea con l’annata precedente, ma in calo del 15% rispetto alla media quinquennale.

Anche l’Australia, con una produzione di 10,6 Mio hl, registra un calo di produzione dell’11% rispetto al 2019 ma del 16% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Questo può essere causato dalle condizioni climatiche avverse, ovvero siccità e incendi, dove i contaminanti del fumo hanno compromesso una parte del raccolto.

La Nuova Zelanda, invece, registra una tendenza opposta registrando un incremento dell’11% rispetto al 2019.

ITALIA IN DETTAGLIO

In Italia, secondo il Corriere Vinicolo, viene stimata una produzione di 46,6 Mio hl di vino e mosto (-2% rispetto al 2019).

Il generale buon andamento climatico, piogge ben distribuite e temperatura nella norma, hanno favorito una buona maturazione delle uve e una qualità più elevata del 2019. In alcune regioni però si è registrato un calo di produzione più o meno significativo, complici fattori climatici e interventi normativi (riduzione di produzione uva per ettaro o vendemmia verde).

In conclusione, nel complesso in Italia si registra una leggera flessione produttiva rispetto al 2019, ma si prospetta un’annata di qualità più elevata.

*FONTI= OIV e CORRIERE VINICOLO

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