Randi Group e l’Acido Tartarico Naturale. Quali differenze con la molecola sintetica

L’acido tartarico è un composto organico ampiamente utilizzato in vari settori, alimentare, farmaceutico, tecnico. Esistono due diversi processi di produzione per l’acido tartarico: l’estrazione da sottoprodotti dell’industria vitivinicola e la sintesi da un sottoprodotto del cracking petroliferol’anidride maleica. Questo articolo esplora le differenze tra questi due tipi di acido tartarico, approfondendo le loro origini, caratteristiche e applicazioni.

Origine e produzione dell’acido tartarico naturale vs quello sintetico

L’acido tartarico naturale viene estratto direttamente da fonti naturali, in particolare dai residui della produzione vitivinicola. Questo processo consiste nell’estrazione di un prodotto già sintetizzato in natura nel processo di maturazione dell’uva.

L’acido tartarico sintetico, al contrario, è prodotto tramite processi industriali di sintesi a partire da molecole derivate dal petrolio. Questo metodo implica l’uso di catalizzatori e altre sostanze per ottenere un prodotto che, sebbene con la medesima formula del naturale, ha un’origine completamente diversa.

Dentro le molecole: caratteristiche dei due prodotti

Dal punto di vista chimico, le molecole di acido tartarico naturale e sintetico sono identiche. Entrambe presentano le stesse proprietà chimiche e fisiche, rendendo difficile distinguerle senza analisi avanzate.

Per essere commercializzati, entrambi i tipi di acido tartarico devono rispettare rigorosi standard di purezza, che nei termini di impurezze si basano però ancora solo sulla produzione del prodotto naturale. Le normative europee e americane non fanno distinzioni significative tra le due varianti, permettendo il loro uso in molti settori, a patto che soddisfino i requisiti attuali di purezza.

Naturale vs Sintetico: le applicazioni in ambiti diversi

L’acido tartarico naturale è ampiamente preferito nelle industrie alimentari e farmaceutiche per le sue origini naturali. È utilizzato come additivo nel vino, dove migliora il gusto e la stabilità del prodotto. Inoltre, la sua origine naturale è vista come un valore aggiunto in termini di sostenibilità ed etica.

Il tartarico sintetico trova applicazione soprattutto in ambiti tecnici e industriali, come nell’edilizia, dove viene utilizzato come ritardante di presa per il gesso. In queste applicazioni, le differenze tra acido tartarico naturale e sintetico sono trascurabili, rendendo quest’ultimo una scelta economicamente conveniente.

Acido Tartarico Naturale e Sintetico: come distinguerli

Attualmente, distinguere tra acido tartarico naturale e sintetico richiede analisi avanzate, in particolare analisi isotopiche. Queste tecniche possono identificare le differenze nelle caratteristiche isotopiche del carbonio e dell’ossigeno, delineando così l’origine della molecola.

Perché l’Acido Tartarico Naturale è preferibile a quello Sintetico

L’acido tartarico naturale è preferibile a quello sintetico per diverse ragioni che vanno oltre la semplice identità chimica delle molecole. Prima di tutto, la sua origine naturale lo rende un prodotto sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Esso viene estratto dai residui della vinificazione, contribuendo così a un’economia circolare e riducendo gli sprechi. Questa scelta non solo supporta la valorizzazione delle risorse naturali, ma riduce anche l’impatto ambientale associato alla produzione di acido tartarico sintetico, derivato dal petrolio. Inoltre, l’acido tartarico naturale è preferito in molti settori come quello alimentare, farmaceutico e cosmetico, grazie alla sua purezza e sicurezza comprovata. La sua produzione, infatti, segue rigidi standard di qualità e purezza, rispondendo alle normative internazionali che ne garantiscono l’idoneità per l’uso in prodotti destinati al consumo umano e alla cura della persona. Inoltre, l’acido tartarico naturale è apprezzato per le sue proprietà benefiche e per il valore aggiunto che conferisce ai prodotti, dal punto di vista organolettico e nutrizionale. Pertanto, optare per l’acido tartarico naturale significa non solo scegliere un prodotto di alta qualità e sicuro, ma anche sostenere un modello di sviluppo più etico e sostenibile, che promuove l’uso responsabile delle risorse naturali e la protezione dell’ambiente.

Sirio – Naturally diVine: da sabato 7 dicembre il Temporary Shop riapre a Faenza

Dopo il successo dello scorso anno, torna a Faenza nel periodo natalizio il Temporary Shop dei prodotti di cosmesi naturale Sirio Naturally diVine. Da sabato 7 dicembre e fino a Natale, sarà aperto un Temporary Shop in via Torricelli 7/a con la vendita diretta dei prodotti Sirio Naturally diVine, la cosmesi naturale made in Faenza prodotto dal Gruppo Randi, realtà internazionale con sede a Faenza.

Polifenoli antiossidanti: il segreto del successo internazionale della cosmesi Sirio per il viso e per il corpo

Adatti alla cura del viso o, più genericamente per tutto il corpo, i cosmetici Sirio sono realizzati con ingredienti naturali, sfruttando le proprietà benefiche dell’uva. Dai suoi estratti principali, come i polifenoli antiossidanti e i principi attivi che stimolano la produzione di collagene e favoriscono il ricambio cellulare, nascono prodotti pensati per il benessere della pelle. Nel Temporary Shop, aperto dal martedì alla domenica dalle 08.30 alle 12.30 (sabato e domenica apertura alle 09.30) e dalle 16.30 alle 19.30, sarà possibile scoprire e acquistare la linea completa di prodotti per viso e corpo, oltre a creare composizioni personalizzate per regali natalizi. All’interno dello shop, inoltre, sarà presente un corner dedicato a Uvoilà, il brand alimentare del Gruppo Randi.

Giovanni Nati (Gruppo Randi): “Un’iniziativa per incontrare con i nostri prodotti naturali cittadini e territorio”

Il commento di Giovanni Nati, terza generazione della famiglia e nel management del Gruppo:  “Siamo felici di tornare per il secondo anno con il nostro prodotto nel cuore della città. L’anno scorso l’esperienza è stata particolarmente positiva, abbiamo incontrato molte persone interessate alle proprietà benefiche dei principi attivi dell’uva, ancora troppo poco conosciuti, ma di grande valore per la cura della pelle. Ecco perché per noi, in qualità di azienda produttiva locale, è un onore poterci presentare ai cittadini con un prodotto che sta raccogliendo consensi a livello internazionale. Inoltre, partecipare e contribuire alla vita del centro nel periodo natalizio crediamo essere una delle responsabilità che, come azienda, dobbiamo avere, verso un territorio in cui continuiamo a investire e credere”

Ogni sabato, fino a Natale, un evento con una cantina vinicola del territorio. Si parte il 7 dicembre con Cantina Ancarani

Durante il Temporary Shop l’appuntamento con i prodotti dell’uva raddoppio: ogni sabato, infatti, sarà possibile partecipare a tre eventi di degustazione all’interno dello shop.Si parte sabato 7 dicembre dalle 17.00 alle 20.00, con Cantina Ancarani. Nei successivi sabato 14 e 21 dicembre un produttore diverso si alternerà nel negozio.

Il Gruppo Randi a Faenza: da oltre 50 anni la valorizzazione dei sottoprodotti dell’uva

Sirio-Naturally diVine è un brand del Gruppo Randi, attivo da oltre 50 anni a Faenza, e con sedi anche in Australia, Argentina, Stati Uniti e Spagna, specializzato nella lavorazione dei sottoprodotti dell’industria vinicola. Negli ultimi anni, il Gruppo ha realizzato alcune linee per la vendita diretta al pubblico che si basano sugli stessi principi che hanno guidato l’azienda fin dal principio: attenzione alle materie prime e utilizzo di processi naturali.

Vendemmia 2024: l’analisi di RANDI Group

Le vinacce e le fecce rappresentano un elemento fondamentale per RANDI Group, costituendo la materia prima per la produzione di diversi prodotti, come l’acido tartarico, l’alcool etilico, l’olio di vinaccioli fino al biopellet e altre soluzioni sostenibili. L’andamento della vendemmia è quindi cruciale per garantire un approvvigionamento adeguato di materie prime di qualità. Con la vendemmia del 2024 in fase finale, è importante capire come le condizioni climatiche e i fenomeni meteorologici hanno influenzato la raccolta dell’uva in Italia e in Europa, e di conseguenza, la disponibilità di sottoprodotti.

Andamento generale della vendemmia 2024 in Italia

La vendemmia 2024 in Italia si è distinta per alcune particolarità a causa delle condizioni climatiche estreme. Dopo un periodo caratterizzato da temperature molto elevate e periodi di siccità prolungata, la raccolta dell’uva è iniziata in anticipo rispetto al solito, soprattutto nelle regioni meridionali, dove alcune zone hanno iniziato già a luglio. Questo anticipo è stato causato da temperature primaverili superiori alla media, che hanno portato a una fioritura precoce delle viti. Situazione più critica invece è da registrarsi per la Sicilia dove la prolungata siccità ha portato a una riduzione della raccolta. Le stime si spingono fino a un 70% in meno rispetto alla media degli anni.

Nonostante le sfide climatiche, le previsioni per la qualità dell’uva sono positive. Regioni come la Toscana hanno vissuto una vendemmia eccellente, grazie anche alle riserve d’acqua accumulate durante l’inverno e la primavera, che hanno aiutato le viti a sopportare meglio le alte temperature estive. In generale, mentre il nord Italia ha dovuto affrontare tempeste e grandinate, il sud ha visto una stagione secca ma con uve in buona salute quasi ovunque.

Situazione della vendemmia 2024 in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna, la vendemmia del 2024 è iniziata precocemente, in linea con il trend nazionale, a causa di un’estate particolarmente calda e secca. Questa regione, nota per la produzione di vini di alta qualità, ha risentito delle condizioni climatiche estreme, con temperature elevate che hanno anticipato la raccolta delle uve all’inizio di agosto. Tuttavia, nonostante questi fattori, le previsioni sono positive per quanto riguarda la quantità, con un aumento stimato del 10% rispetto all’anno scorso. Alcune sfide rimangono sul fronte fitosanitario, ma la regione spera di superarle per mantenere un’alta qualità delle uve.

La vendemmia 2024 in Europa

Anche nel resto d’Europa, la vendemmia del 2024 è stata influenzata da condizioni climatiche particolari. In Francia, la vendemmia è partita con un ritardo rispetto alla media degli ultimi anni a causa delle forti piogge primaverili, seguite da un’estate calda che ha accelerato il processo di maturazione delle uve. In Spagna, le regioni vitivinicole hanno dovuto affrontare condizioni simili, con periodi di caldo intenso e siccità che hanno influenzato la quantità di raccolto, ma senza compromettere significativamente la qualità delle uve.

La situazione climatica europea ha messo in luce le sfide crescenti che i viticoltori devono affrontare in un contesto di cambiamento climatico, rendendo la pianificazione e la gestione della raccolta ancora più cruciali per garantire la qualità e la quantità delle uve raccolte

Ph Credit: Pixabay

ENOPellet: da un’idea di RANDI Group una soluzione di riscaldamento sostenibile

Nella ricerca di soluzioni di riscaldamento eco-friendly ed efficienti, Randi Group presenta ENOPellet, un biopellet di alta qualità realizzato con semi d’uva, noto per il suo elevato potere calorifico e le eccezionali prestazioni sia in contesti domestici che professionali.

Cos’è ENOPellet di Randi Group?

ENOPellet si distingue come una soluzione innovativa di riscaldamento prodotta da Randi Group utilizzando i residui dei semi d’uva generati durante il processo di spremitura a differenza dei pellet di legno convezionali.,

Caratteristiche e benefici chiave di ENOPellet

Alto valore calorifico

ENOPellet vanta un valore calorifico straordinariamente elevato (PCI >5.3 KW/Kg), offrendo un rendimento termico superiore rispetto ai tradizionali pellet di legno. Questa caratteristica lo rende una scelta ideale per riscaldare in modo efficiente spazi residenziali e commerciali.

Combustione pulita

Grazie alla sua composizione naturale e all’assenza di additivi chimici, ENOPellet brucia in modo pulito, riducendo al minimo le emissioni e contribuendo a un ambiente interno più salutare.

Economicità

Un eccezionale rendimento energetico che si traduce in significativi risparmi economici per i consumatori, riducendo il consumo di combustibile e le spese operative associate ai sistemi di riscaldamento.

Versatilità

Che sia per riscaldare case, uffici o impianti industriali, ENOPellet offre applicazioni versatili, soddisfacendo diverse esigenze di riscaldamento con prestazioni e affidabilità costanti.

Sostenibilità ambientale

Un’attitudine che è nel DNA dell’azienda: riproponendo i residui dei semi d’uva in una preziosa risorsa energetica, ENOPellet incarna l’impegno di Randi Group verso la sostenibilità ambientale, contribuendo all’economia circolare e alla riduzione dell’impronta di carbonio.

Perché scegliere ENOPellet?

Prestazioni eccezionali

L’alta efficienza energetica e la combustione pulita di ENOPellet lo rendono la scelta preferita per i consumatori esigenti che cercano soluzioni di riscaldamento affidabili con un impatto ambientale minimo.

Affidabilità e costanza

Dalla lunga esperienza di eccellenza e inovazione dell’azienda un prodotto che garantisce una qualità e prestazioni costanti, assicurando calore e comfort ininterrotti durante la stagione di riscaldamento.

Riscaldamento sostenibile

Optando per ENOPellet, i consumatori non solo godono di un riscaldamento efficiente, ma partecipano attivamente a pratiche sostenibili, sostenendo la riduzione dei rifiuti e promuovendo fonti di energia rinnovabile.

Una soluzione all’avanguardia nel campo del riscaldamento sostenibile, ENOPellet di Randi Group offre alte prestazioni e affidabilità con un occhio puntato sempre alla responsabilità ambientale.

Randi Group, le applicazioni dell’acido tartarico

L’acido tartarico è un composto organico che si presenta come un solido cristallino biancoinodore e insapore. È uno degli acidi più comuni trovati naturalmente nella frutta, in particolare nell’uva, e viene utilizzato in diverse applicazioni industriali, farmaceutiche e alimentari.

L’acido tartarico come additivo alimentare e in ambito farmaceutico

In campo alimentare, l’acido tartarico viene spesso utilizzato come additivo per la produzione di cibi e bevande, tra cui vino, bibite gassate, caramelle e gelati. È anche usato come lievito per la produzione di prodotti da forno come torte e biscotti. Inoltre, l’acido tartarico è un ingrediente importante nella produzione di creme da barba e prodotti per la cura dei capelli.

Oltre alle sue applicazioni nell’industria alimentare, l’acido tartarico viene utilizzato anche in campo farmaceutico come agente tampone per regolare il pH di soluzioni medicinali. È anche usato come agente chelante per la rimozione di metalli pesanti dal sangue e come componente in alcuni prodotti antiossidanti.

La chimica dell’acido tartarico e le sue proprietà antiossidanti

L’acido tartarico ha due forme isomeriche, note come acido L-tartarico e acido D-tartarico. Queste due forme hanno le stesse proprietà chimiche ma differiscono nella loro disposizione spaziale degli atomi. L’acido L-tartarico è il tipo più comune trovato in natura, mentre l’acido D-tartarico è prodotto artificialmente.

L’acido tartarico è stato ampiamente studiato per le sue proprietà chimiche e fisiche, nonché per il suo ruolo nella biologia. È stato dimostrato che l’acido tartarico ha proprietà antiossidanti e può aiutare a ridurre i danni cellulari causati dai radicali liberi. Inoltre, l’acido tartarico è stato utilizzato in studi di cristallografia a raggi X per determinare la struttura molecolare di proteine e altre macromolecole.

In sintesi, l’acido tartarico è un composto organico importante con numerose applicazioni industriali, alimentari e farmaceutiche.

Randi Group nel mondo: dal 1968 a oggi la crescita internazionale del gruppo

Da una piccola realtà locale a un gruppo internazionale. Era il 1968 quando il nostro fondatore, Giovanni Randi, iniziò a dare nuovo valore ai sottoprodotti dell’uva diventando, anno dopo anno, un punto di riferimento nell’industria tartarica, contraddistinguendosi per l’utilizzo di processi 100% naturali e una forte attenzione al cliente fondato sul rapporto e sul rispetto.

Da allora sono passati oltre 50 anni. La piccola azienda è diventata il Randi Group, una solida realtà internazionale con sedi in Italia, Australia, Spagna, Stati Uniti e Argentina, confermando la vocazione internazionale del gruppo e la continua tensione alla crescita e alla presenza nei mercati internazionali.Randi Group conta oggi sei centri produttivi e oltre 150 dipendenti.

Giovanni Randi S.p.a e Villapana S.p.A: i principali siti produttivi

La Giovanni Randi S.p.a. e Villapana S.p.a si trovano a Faenza, in Italia, e sono le principali sedi del gruppo per quanto riguarda la produzione e commercializzazione di acido tartarico, cremore di tartaro, alcol etilico, olio di vinaccioli. Negli ultimi anni, Villapana si è specializzata anche nella produzione di enopellet e prodotti per la cosmesi e la cucina rivolti direttamente ai clienti privati.

L’Australian Tartaric Products: il polo produttivo australiano

La Atp – Australian Tartaric Products è stata fondata nel 1991 da Giovanni Randi.  L’impianto produttivo di Atp si trova a Colignan, vicino a Mildura, nello Stato di Victoria, in Australia ed è specializzato nella produzione di acido tartarico e dei suoi sali. Grazie alla sua esperienza, l’azienda ha guadagnato un ruolo di primo piano nella produzione e nel commercio di acido tartarico naturale in Australia.

Qui, l’azienda produce anche etanolo per uso alimentare, concentrandosi esclusivamente sulla produzione di prodotti naturali. Grazie alla sua attenzione per la qualità e la produzione sostenibile, la Atp è diventata un punto di riferimento nel settore della produzione di acido tartarico, dei suoi derivati e di etanolo in Australia. La sua produzione di acido tartarico naturale, utilizzato principalmente in campo alimentare e farmaceutico, è apprezzata per la sua purezza e la sua capacità di migliorare la qualità dei prodotti a cui viene aggiunto.

Randi Group ha recentemente acquisito La Alcoholera de la Rioja in Spagna

Nel dicembre 2021, il gruppo italiano Randi Group ha acquisito la totalità della società La Alcoholera de la Rioja, in Spagna, in cui era già presente dagli anni ’90. Da 89 anni, l’azienda produce alcol, tartrati, vinaccioli, biomasse e distillati a partire dai sottoprodotti dell’industria vinicola. Da gennaio 2022 l’azienda ha intrapreso una nuova fase con una nuova identità commerciale

Stati Uniti e Argentina: il presidio Randi nelle americhe

La Faencal Tartaric Products si trova a Fresno, California (US) attiva principalmente nella produzione di cremore di tartaro. L’azienda è parte di Randi Group dal 1992.

La Tecnotar S.A. è localizzata a Santa Rosa, nella regione Mendoza, in Argentina. E’ entrata a far parte di Randi Group con la sua fondazione nel 1996.

I risultati della vendemmia 2020-2021

La produzione di vino del 2020 stimata, secondo i dati OIV, si aggira intorno ai 253,9- 262,2 Mio hl, ossia un +1% rispetto al 2019. Dopo l’eccessiva produzione del 2018, si osserva un volume di produzione ancora sotto la media.

Nell’Unione Europea le condizioni climatiche hanno favorito la crescita del raccolto del 2020 ma le misure adottate a livello governativo hanno ridotto il volume di raccolta, cercando di ridurre le conseguenze negative del mercato dovute alla pandemia. La stima di produzione di vino è di circa 159 Mio hl (comunque superiore al 2019).

I tre produttori maggiori di vino (Italia, Francia e Spagna) registrano dati diversi di produzione: in Italia si registra un leggero calo dell’1% rispetto al 2019, in Francia un leggero aumento del 4% e in Spagna un notevole incremento dell’11%.

Per quanto riguarda Germania, Ungheria e Austria si registra una crescita; il Portogallo rimane stabile; in Romania e Grecia si ha un calo produttivo.

Per cui si può osservare, come all’interno dell’Unione Europea si registra un generale incremento della produzione di vino tranne qualche caso dove vengono registrati dei leggeri cali che variano dall’1% al 7%.

Situazione differente per i paesi extra-UE dove si registra un calo generico; per i dati degli Stati Uniti, bisognerà attendere ancora fino a quando si avranno maggiori informazioni dei danni che possono aver causato gli incendi nelle regioni di Napa e Sonoma, anche se le prime stime prospettano un aumento di produzione di un 1% rispetto al 2019.

Situazione diversa nell’emisfero australe, dove si registra un netto calo della produzione di vino rispetto al 2019.

Nel Sud America a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli, sono due i paesi che risentono maggiormente del calo di produzione; Argentina e Cile, che registrano dei cali rispettivi del 17 e del 13%.

In Brasile la differenza è meno evidente dove la produzione è in linea con l’annata precedente, ma in calo del 15% rispetto alla media quinquennale.

Anche l’Australia, con una produzione di 10,6 Mio hl, registra un calo di produzione dell’11% rispetto al 2019 ma del 16% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Questo può essere causato dalle condizioni climatiche avverse, ovvero siccità e incendi, dove i contaminanti del fumo hanno compromesso una parte del raccolto.

La Nuova Zelanda, invece, registra una tendenza opposta registrando un incremento dell’11% rispetto al 2019.

ITALIA IN DETTAGLIO

In Italia, secondo il Corriere Vinicolo, viene stimata una produzione di 46,6 Mio hl di vino e mosto (-2% rispetto al 2019).

Il generale buon andamento climatico, piogge ben distribuite e temperatura nella norma, hanno favorito una buona maturazione delle uve e una qualità più elevata del 2019. In alcune regioni però si è registrato un calo di produzione più o meno significativo, complici fattori climatici e interventi normativi (riduzione di produzione uva per ettaro o vendemmia verde).

In conclusione, nel complesso in Italia si registra una leggera flessione produttiva rispetto al 2019, ma si prospetta un’annata di qualità più elevata.

*FONTI= OIV e CORRIERE VINICOLO

Il contributo del Gruppo Randi durante l’emergenza Covid-19

L’inizio del 2020 ha visto lo sviluppo di una situazione inaudita nella storia moderna globale. La propagazione della pandemia causata dal virus SARS-CoV-2 ha avuto una rapidità eccezionale, portando la maggior parte dei governi mondiali, in particolare di quelli del mondo occidentale, all’applicazione di severe regole di lockdown e isolamento sociale per limitarne gli effetti nefasti. Gli spostamenti, interni ed esterni ai paesi, e le interazioni sociali sono stati enormemente abbattuti, e le uniche attività produttive e commerciali rimaste in esercizio sono state quelle considerate “essenziali”.

Tra le misure adottate, le più importanti sono state forse quelle che riguardano le precauzioni che ogni individuo può usare per proteggere sé stesso e i propri cari. Data la proprietà del virus di essere trasportato all’esterno del corpo della persona infetta tramite colpi di tosse, starnuti o semplicemente saliva nebulizzata (le famose “droplet”) e di sopravvivere sulle superfici per diverse ore, sono stati imposti rigorosi protocolli e linee guida per abbattere i rischi di contagio da Covid-19.

Le azioni più efficaci sono l’utilizzo di mascherine per la protezione delle vie aeree, e la frequente pulizia delle mani, particolarmente dopo aver toccato superfici non sanificate appropriatamente. Il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno consigliato il lavaggio delle mani con acqua e sapone solo se visibilmente sporche, esortando invece all’utilizzo di soluzioni alcoliche nelle altre situazioni.

Le azioni più efficaci sono l’utilizzo di mascherine per la protezione delle vie aeree, e la frequente pulizia delle mani, particolarmente dopo aver toccato superfici non sanificate appropriatamente. Il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno consigliato il lavaggio delle mani con acqua e sapone solo se visibilmente sporche, esortando invece all’utilizzo di soluzioni alcoliche nelle altre situazioni.

Questo ha portato all’acquisto in massa dei prodotti di disinfezione normalmente in commercio, con conseguenti esaurimenti di scorte commerciali e difficoltà di reperimento della materia prima principale: l’alcool etilico. Una situazione che si è verificata non solo in Italia ma in moltissimi paesi è stata la richiesta, rapidamente accolta dai governi, di sospensione delle accise sull’alcool non denaturato normalmente utilizzato nell’industria alimentare per poter utilizzare quel prodotto nella manifattura eccezionale di disinfettanti per mani.

Il Gruppo Randi ha contribuito in questa filiera con la fornitura di grandi quantità di alcool etilico ad aziende specializzate nella produzione di disinfettanti in tutto il mondo, grazie alle aziende in Italia, in Spagna, in Australia e in Argentina.

In Italia, Villapana ha fornito, e continua a fornire, circa 300.000 litri di alcool etilico, in Australia Australian Tartaric Products ha fornito anch’essa circa 300.000 litri (in questo articolo la storia di una collaborazione con una piccola distilleria a Mildura, dove l’azienda ha sede). Stesso scenario si è ripetuto in Spagna e Argentina, dove La Alcoholera de la Rioja e Tecnotar hanno dedicato parte della loro produzione a questo scopo. Il tutto senza speculare sulla gravissima crisi sanitaria applicando prezzi fuori mercato, come purtroppo è accaduto in altri casi.

Si è trattato di un piccolo contributo che il Gruppo Randi ha dato alle aziende in prima linea nella guerra contro il virus SARS-CoV-2, nella speranza di una soluzione rapida dell’emergenza.

La ricetta consigliata dall’OMS per la preparazione fai-da-te di 10 litri di disinfettante per mani prevede: 8,3 litri di alcool al 96%, 420 ml di acqua ossigenata al 3% e 145 ml di glicerolo al 98%, portando il volume a 10 litri con acqua distillata (o sterilizzata tramite bollitura).

I risultati della vendemmia 2019-2020

Secondo i dati riportati dall’ OIV (organizzazione internazionale della vigna e del vino) durante la vendemmia 2019-2020 si è registrata una quantità più scarsa di vino che ha riportato la produzione ad un livello inferiore rispetto all’anno 2018, quando era stata particolarmente elevata, ma sostanzialmente in linea con la media storica degli ultimi anni.

Le cause di scarsa produzione sono da imputare alle condizioni climatiche instabili, in particolare agli sbalzi climatici che hanno alternato periodi di gelate e periodi di siccità.

I paesi che ne hanno risentito di più sono ItaliaFrancia e Spagna, ovvero i tre paesi di maggior produzione a livello europeo, dove si è registrato un calo corrispondente al 15% in Italia e Francia e 24% in Spagna, rispetto al 2018 e alla media degli ultimi cinque anni.

Negli altri paesi europei il calo è stato minore, abbiamo esempi come GermaniaUngheriaAustria e Romania dove il calo registrato varia da un 12% ad un 4% rispetto all’annata precedente. Invece nel caso del Portogallo, della Russia e della Georgia si ha un’eccezione. Infatti i 3 paesi hanno una crescita produttiva che varia dall’1% al 10% rispetto all’anno precedente.

Il volume di produzione in Europa, stimato dall’OIV, per l’anno 2019 è stato di 156 Milioni di ettolitri contro i 182,7 Milioni di ettolitri dell’anno precedente, registrando un calo complessivo del 15%.

Per quanto riguarda il resto del mondo, a partire dall’emisfero sud, abbiamo una produzione di vino generalmente inferiore a quella dell’anno precedente, ma in linea con la media quinquennale.

In Sud America si registra un calo della produzione, rispetto al 2018, che varia dal 7% al 10% in ArgentinaBrasile e Cile, però quest’ultimo registra un aumento complessivo dell’8% rispetto agli ultimi 5 anni.

In Sud Africa si riscontra un calo del 9% rispetto alla media quinquennale.

L’Australia rileva una leggera flessione del volume della produzione di vino, stimato in 12,5 Milioni di ettolitri, ovvero un calo del 3% rispetto al 2018 ma in linea con la media dei 5 anni.

Dati meno certi si hanno per la produzione negli Stati Uniti, dove si potrebbe registrare un alto livello di produzione per il quarto anno consecutivo.

Le condizioni climatiche avverse hanno, quindi, avuto un impatto significativo sull’Europa, che detiene il 60% della produzione mondiale di vino, mentre nel resto del mondo si ha solamente una leggera contrazione. In conclusione, questi dati portano gli esperti a stimare una produzione mondiale di 262,8 Milioni di ettolitri, registrando un calo rispetto al 2018, ma rimanendo in linea con i livelli osservati nel periodo 2007-2016 (ad eccezione del 2013).

L’approccio all’economia circolare del Gruppo Randi

La filosofia di rispetto della natura e di minimizzazione dell’impatto ambientale delle attività produttive adottata dal Gruppo Randi, trova espressione esemplare in Villapana.

Dal momento in cui l’azienda è entrata nel Gruppo, nel 1996, sono stati compiuti ingenti investimenti per l’efficientamento dei processi produttivi, rivolti in larga parte ad estrarre il massimo valore dalle materie prime naturali provenienti dalle cantine di tutta Italia e a ridurre l’impronta ambientale.

Nell’ambito delle distillerie da materie vinose, italiane e internazionali, Villapana è l’azienda che estrae il maggior numero di prodotti da vinacce e fecce:

Il processo produttivo di Villapana, come mostrato, è un loop chiuso che sfrutta al massimo le materie prime acquistate e restituisce alla natura ciò che non è consumato: un vero esempio di economia circolare.