Giovanni Randi

Alla fine degli anni ‘60 Giovanni Randi, dopo una breve esperienza imprenditoriale nel settore vinicolo e distillatorio, mosso dalla curiosità e dal desiderio di affrontare settori più ampi e meno stagionali, indirizzò il suo lavoro alla realizzazione di un impianto per la produzione di acido tartarico e cremore di tartaro.

 

Il tempo diede ragione alla sua intuizione e alle sue capacità di studio ed approfondimento: da lì a qualche anno l’azienda si impose per qualità e continuità, divenendo leader di settore nella produzione di acido tartarico, cremore di tartaro, tartrato di sodio e potassio, tartrato di potassio.
Completato il quadro dei prodotti tartarici di origine rigorosamente naturale e arricchito il gruppo dirigente con l’ingresso dei quattro figli in azienda, Giovanni Randi intuì che la produzione doveva essere garantita investendo energie nell'approvvigionamento delle materie prime di origine vinicola.

 

In Europa il settore era decisamente saturo, mentre in altre aree c’era fermento di crescita nella produzione di vino e dunque spazio per nuove aziende in settori collaterali.
Il desiderio di ampliare l’attività e la condivisione dei progetti con i figli portò Giovanni Randi a investire energie per consolidare la sua presenza nel settore della lavorazione dei sottoprodotti vinicoli fuori dall’Italia.
Nel ‘91 fu realizzato uno stabilimento in Australia per la produzione di Tartrato di Calcio, Acido Tartarico e successivamente di Alcol Etilico. Seguì nel ‘92 la realizzazione di uno stabilimento in California per la produzione di Cremore di Tartaro. Il gruppo completò poi i progetti con la costruzione di uno stabilimento a Santa Rosa in Argentina per la produzione di Tartrato di Calcio, completato con una distilleria per la produzione di Alcol Etilico.

 

Alla fine del ‘96 l’acquisto di Villapana a Faenza, distilleria con produzione di acido tartarico, ha ulteriormente rafforzato le attività del gruppo. I successivi rilevanti investimenti per razionalizzare e ampliare la produzione in Villapana hanno determinato l’ingresso in un settore non ancora esplorato, quello delle energie rinnovabili. Il primo intervento in questo senso è consistito nell'installazione di un gruppo di motori endotermici che utilizzano il biogas prodotto dall'impianto di depurazione come combustibile per la produzione di energia elettrica. In un secondo tempo, dopo aver verificato la capacità di raccolta di vinaccia, si è realizzata una caldaia a biomassa che utilizza come combustibile la vinaccia esausta autoprodotta, producendo energia termica ed elettrica.

 

L’acquisizione di una partecipazione in “La Alcoholera de la Rioja”, ottimo modello di distilleria condotta in modo razionale, in Spagna nel 2008, ha contribuito a consolidare la presenza nel settore.

 

Oggi il Gruppo è certamente uno dei più significativi nel panorama “acido tartarico naturale” grazie alla massiccia autoproduzione di tartrato di calcio, nelle distillerie italiana, spagnola, australiana e argentina.